Gloria al Padre

Gloria Patri · Piccola dossologia

✝️ Cristianesimo — Cattolico

Scheda a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Quando si dice

Due righe, e non chiedono niente: è pura lode. Si usa per chiudere qualsiasi altra preghiera, e da sola è la formula di ringraziamento più breve che la tradizione cristiana possieda — abbastanza corta da stare in un momento rubato.

Com'è fatta

Due movimenti e nessuna domanda. Il primo nomina i tre: Padre, Figlio, Spirito Santo, uniti da due «e» che non stabiliscono gerarchia. Il secondo li mette nel tempo — «come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli» — e copre tutte le direzioni possibili: prima, adesso, dopo, senza fine. È l'unica preghiera comune che non chiede assolutamente niente. Non c'è un imperativo, non c'è un noi che abbia bisogno. Per questo funziona come chiusura di qualunque altra: dopo aver chiesto, non chiede più.

Da dove viene

Dossologia dei primi secoli cristiani, comune a Oriente e Occidente.

La prima metà è antichissima, e formule di questa forma si trovano già nel II e III secolo. La seconda metà, invece, è un'aggiunta occidentale e non è neutra: dire che la gloria del Figlio era già «nel principio» è una risposta all'arianesimo, per cui il Figlio era una creatura e quindi non c'era da sempre. Il concilio di Vaison, nel 529, prescrisse di usare la formula con quell'aggiunta. Il risultato è che in Oriente e in Occidente la dossologia breve non finisce nello stesso modo: la forma bizantina dice «ora e sempre e nei secoli dei secoli» senza il «come era nel principio», perché quella polemica lì non si è combattuta con le stesse parole.

Le versioni che circolano

La forma orientale, come detto, non ha il «come era nel principio». Non è una versione abbreviata: è un altro testo, con un'altra storia. In italiano circolano «nei secoli dei secoli» e «per tutti i secoli dei secoli», la seconda più comune nei testi liturgici recenti. Nella Liturgia delle Ore chiude ogni salmo, e in quel contesto si dice in piedi, con un inchino: è uno dei pochi gesti sopravvissuti legati a una formula così breve. Nel rosario chiude ogni decina.

Momenti in cui si prega

Quando si dice questa

È fra le preghiere che consigliamo in queste situazioni, dove trovi anche gli altri testi che valgono nello stesso momento.

Domande

È lo stesso Gloria della messa?
No, e la confusione è frequentissima. Quello della messa è il Gloria in excelsis, un inno lungo che comincia con «Gloria a Dio nell'alto dei cieli». Questo è la piccola dossologia, quattro righe, e i due testi non hanno nulla in comune tranne la prima parola.
Perché si dice dopo ogni salmo?
Perché i salmi sono preghiere ebraiche, e la Chiesa che li ha adottati li chiude con una formula trinitaria: è il modo con cui li rilegge da cristiana senza cambiarne una parola. La dossologia in coda è un commento, non un'aggiunta al testo.
A cosa serve una preghiera che non chiede niente?
A ringraziare, che è la cosa che si prega meno spesso e più in fretta. Dura dieci secondi ed è per questo che regge in una giornata piena: è la formula di lode più breve che la tradizione cristiana possieda.

Da leggere accanto

Se questa preghiera dice quello che volevi dire, l'archivio ti basta — ed è gratuito. Se invece la tua situazione ha un nome e una data che nessuna formula può contenere, possiamo scriverne una nelle forme della tua tradizione.