Preghiere per il lavoro e prima di una prova

Prima di un esame, di un colloquio, di un turno che si teme. Sono le preghiere che si dicono in piedi, in pochi secondi, senza farsi vedere.

Pagina a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.

Sono le preghiere che si dicono in piedi, in pochi secondi, senza farsi vedere: prima di un esame, di un colloquio, di un turno che si teme, di una telefonata che si rimanda da giorni. La brevità non è una concessione ai tempi moderni — le formule per il momento prima di una prova sono corte in ogni tradizione, perché quel momento è corto. Vale la pena dire cosa non fanno. Nessuna promette l'esito, e nessuna sostituisce l'essersi preparati. Servono a entrare in una stanza con qualcosa detto invece che con niente.

Quando serve

Una lettera di licenziamento. Mesi di candidature senza risposta. Un'attività che non regge più. La fine del mese che arriva prima dello stipendio, tutti i mesi.

Quale scegliere

Prima di cominciare qualcosa — un lavoro, uno studio, una riunione, una decisione — Vieni, Santo Spirito. È il versetto con cui la liturgia romana apre i lavori, ed è il più adatto al momento in cui non si sa ancora come andrà. Per il ringraziamento quando è andata, il Gloria al Padre: dieci secondi, non chiede niente, ed è la formula di lode più breve che la tradizione cristiana possieda. Per il lavoro fatto con altri, e in particolare quando gli altri sono il problema, la Preghiera semplice.

Cosa dire, in pratica

Prima, non dopo. Nella pratica cattolica il discernimento ha un ordine — si chiede luce e poi si scegli — e il versetto «Vieni, Santo Spirito» sta all'inizio di un lavoro, di uno studio, di una riunione, per una ragione precisa: pregare dopo aver deciso è far benedire una decisione già presa, che è un'altra cosa. Chiedi quello su cui puoi agire. La lucidità nel colloquio, la pazienza con quella persona, il coraggio di dire la cosa che va detta al capo, la capacità di smettere alle sette. Sono richieste che hanno un seguito nella giornata, a differenza di «che vada bene». Sono preghiere brevi, dette in piedi, prima di entrare da qualche parte. Non serve altro.

Una cosa da non fare

Non pregare al posto di prepararti. Vale la pena dirlo senza cortesie: nessuna di queste formule ha mai sostituito l'aver studiato, e presentarle così sarebbe disonesto verso chi arriva qui il giorno prima di un esame. La preghiera prima di una prova serve a entrare con qualcosa detto invece che con niente, non a colmare quello che manca. E non pregare contro qualcuno. Nelle preghiere sul lavoro succede più che altrove, perché quasi sempre c'è una persona in mezzo: l'altro candidato, il collega promosso, chi ha avuto il posto. Chiedere che a lui vada male non è una richiesta che questa tradizione conosca, e dirla in preghiera non la rende più presentabile di quanto sia.

Come la dicono le diverse tradizioni

Cristianesimo — Cattolico

San Giuseppe lavoratore, che la Chiesa celebra il 1° maggio, e santa Rita per le situazioni che sembrano chiuse.

Cristianesimo — Protestante / Evangelico

La tradizione riformata non separa fede e lavoro, e non ha imbarazzo a chiedere il pane quotidiano in modo concreto.

Sikhismo

Kirat karo, il lavoro onesto, è uno dei tre pilastri della vita sikh: chiedere lavoro qui significa chiedere di poterlo fare con onestà.

Induismo

Lakshmi per la prosperità, Ganesha per l'ostacolo che blocca. La tradizione distingue le due richieste.

Islam

al-Razzāq, il Provvidente: il duʿāʾ per il rizq, il sostentamento, che nell'Islam ha un nome proprio.

Domande

Qual è la preghiera prima di un esame?
Vieni, Santo Spirito è quella che la tradizione prevede prima di uno studio o di una prova: chiede luce, non un risultato. Molti aggiungono un Padre nostro. Nessuna delle due sostituisce l'aver studiato, e presentarle così sarebbe disonesto.
Si può pregare per ottenere un lavoro?
Si può pregare per qualunque cosa. Vale però ricordare che queste formule chiedono e affidano, non garantiscono: la tradizione distingue con cura fra la domanda e la pretesa, e nessun testo di questo archivio promette un esito.
E per ringraziare, quando è andata bene?
Il Gloria al Padre. È la preghiera che non chiede assolutamente niente, dura pochi secondi, e la tradizione l'ha tenuta breve proprio perché il ringraziamento è la cosa che si prega meno spesso e più di fretta.
Non è un po' materiale come richiesta?
Quasi nessuna tradizione la pensa così. Il pane quotidiano è nel Padre Nostro, il rizq ha un nome proprio nell'Islam, il lavoro onesto è un pilastro nel sikhismo. Chiedere di poter mantenere la propria famiglia è una delle preghiere più antiche che esistano.
Posso farla per qualcun altro?
Sì, e succede spesso: un genitore per un figlio che non trova lavoro, o qualcuno per un amico in difficoltà che non lo chiederebbe mai per sé.
Il pacchetto mensile ha senso qui?
Ha senso quando la situazione è lunga: dodici preghiere, una al mese per un anno, che accompagnano una ricerca invece di esaurirsi in un giorno.

Nessuna di queste dice la tua situazione? Un nome, una data, una circostanza che non entra in nessuna formula: in quel caso possiamo scriverne una su misura, nelle forme della tua tradizione. A pregarla sei tu.

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