Preghiere per chiedere perdono

Chiedere perdono è difficile anche quando si sa di doverlo fare. Queste formule esistono per dare una forma a ciò che non si riesce a formulare.

Pagina a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.

Chiedere perdono è difficile anche quando si sa di doverlo fare, e la difficoltà non è morale: è che le parole giuste, dette da sé, suonano sempre o troppo poco o troppo. Le formule esistono per questo, e in tutte le tradizioni sono fra le più antiche. Nell'elenco che segue ci sono però due cose diverse, e conviene non confonderle. Alcune servono a chiedere perdono per sé; una serve a perdonare qualcun altro, che è la richiesta più scomoda del cristianesimo e quasi sempre non è quella che si stava cercando.

Quando serve

Un torto che non hai mai riparato. Una persona a cui non hai fatto in tempo a chiedere scusa. Un rancore che ti porti da anni e che pesa più a te che a chi te l'ha causato.

Quale scegliere

Per il pentimento personale, e per la confessione, l'Atto di dolore: è la formula del catechismo, e ha una struttura precisa — il dolore con i suoi due motivi, il proposito, la richiesta. Per il perdono chiesto e dato nella stessa frase, il Padre nostro, che è l'unica preghiera comune in cui chi prega si assume un impegno: «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». Per quando sei tu ad aver subito il torto, la Preghiera semplice. Non chiede che l'altro cambi, chiede di cambiare noi, ed è la ragione per cui è scomoda. Per quando non si riesce a formulare niente, la Preghiera di Gesù: «abbi pietà di me peccatore» sono le parole del pubblicano del Vangelo, che non aveva altro da dire.

Cosa dire, in pratica

Sii preciso. «Perdona i miei peccati» è una formula che si può dire per anni senza guardare niente; la cosa che hai fatto martedì ha un contorno, e su un contorno si può pregare. Nominarla è la parte che costa e anche l'unica che serve. Poi c'è il proposito, che nella formula tradizionale dell'Atto di dolore è doppio e viene sempre ricordato a metà: non offendere più, e «fuggire le occasioni prossime». La seconda parte è quella concreta — chiede di cambiare le circostanze, non le intenzioni — e chi la salta si ritrova a chiedere perdono per la stessa cosa a distanza di un mese. L'Atto di dolore si recita in confessione, ma la tradizione lo prevede anche da soli, la sera.

Una cosa da non fare

Non usare la preghiera al posto della riparazione. Se c'è una persona a cui hai fatto del male, la preghiera non è la riparazione: è più comoda, non fa rumore, e permette di sentirsi perdonati senza avere quella conversazione. Le tradizioni sono unanimi su questo punto — nell'ebraismo, per i torti fra persone, il perdono va chiesto alla persona — e la comodità della via breve è esattamente il motivo per cui viene ricordato. L'altro errore è chiedere perdono per sentirsi meglio invece che per cambiare. Si riconosce da un dettaglio: se dopo la preghiera la cosa che avevi da fare è ancora là intatta, la preghiera ha funzionato come un sollievo e non come un pentimento.

Come la dicono le diverse tradizioni

Jainismo

«Micchāmi dukkaḍam» — che il male fatto sia vano. Nel Kshamavani i jaina chiedono perdono a ogni essere vivente, senza eccezioni.

Ebraismo

La teshuvah, che è ritorno più che pentimento. E la regola dura: per un torto verso una persona, il perdono va chiesto a lei, non a Dio.

Cristianesimo — Cattolico

L'atto di dolore, e la distinzione fra il pentimento interiore e il sacramento della confessione, che resta cosa da fare in chiesa.

Islam

La tawba e l'invocazione ad al-Ghafūr, il Perdonatore, con l'istighfār ripetuto.

Buddhismo

Non colpa ma consapevolezza: riconoscere il danno, comprenderne l'origine, lasciare andare il rancore che avvelena chi lo tiene.

Domande

Serve un sacerdote per chiedere perdono?
Per il sacramento della riconciliazione sì; per pregare no. L'Atto di dolore si recita in confessione ma la tradizione lo prevede anche da soli, la sera, come esame della giornata. Quello che serve non è un sacerdote: è essersi fermati abbastanza a lungo da sapere di che cosa ci si pente.
C'è una preghiera per perdonare qualcuno?
La Preghiera semplice è quella che ci si avvicina di più, e va detto che non fa quello che si spera: non chiede che l'altro capisca o che il torto venga riconosciuto, chiede di essere quello che porta il perdono. È una preghiera che si dice a fatica.
E se non riesco a pentirmi davvero?
La tradizione ha previsto anche questo. L'Atto di dolore mette due motivi in fila — la paura delle conseguenze e l'aver ferito qualcuno — e riconosce il primo invece di pretendere subito il secondo. Quel «e molto più perché» in mezzo è esattamente il punto in cui la formula ammette che si comincia da dove si è.
Sostituisce la confessione?
No. Nella tradizione cattolica il sacramento richiede un sacerdote, e questo non lo sostituisce in nessun modo. È un testo di pentimento personale, che semmai prepara.
Posso chiedere perdono a chi è morto?
Sì, ed è una delle richieste più frequenti in questa categoria — il torto rimasto in sospeso quando qualcuno se ne va all'improvviso. Scrivi la situazione, il testo la terrà.
E se sono io a non riuscire a perdonare?
Scrivilo così com'è. Una preghiera per riuscire a perdonare è diversa da una preghiera di scuse, e non fingerà che tu ci sia già arrivato.

Nessuna di queste dice la tua situazione? Un nome, una data, una circostanza che non entra in nessuna formula: in quel caso possiamo scriverne una su misura, nelle forme della tua tradizione. A pregarla sei tu.

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