Preghiere di protezione

Chiedere protezione per qualcuno che non puoi proteggere tu è una delle forme più antiche della preghiera, e una delle poche cose che si possono fare a distanza.

Pagina a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.

Chiedere protezione per qualcuno che non puoi proteggere tu è una delle forme più antiche della preghiera, e una delle poche cose che si possono fare a distanza. Non è un caso che queste formule siano anche le più insegnate ai bambini e le più dette dai genitori: coprono la situazione di chi vorrebbe stare da un'altra parte e non può. Vale la pena notare una cosa sulla forma. Nessuna di queste preghiere descrive la minaccia. È una scelta, non una lacuna: un testo che nominasse il pericolo servirebbe per un pericolo solo, e questi servono per quello che capita.

Quando serve

Un figlio che esce la sera. Una persona che fa un lavoro pericoloso. Qualcuno che vive in un posto in guerra. Un periodo in cui hai la sensazione che qualcosa possa andare storto, senza saper dire cosa.

Quale scegliere

Per un figlio, e in generale per qualcuno che dorme, l'Angelo di Dio: quattro verbi — illumina, custodisci, reggi, governa — che si volgono facilmente al lui o al lei, ed è la preghiera che moltissimi italiani sanno ancora a memoria da adulti. Per una minaccia concreta e vicina, Sotto la tua protezione. Comincia con «sotto» e non con «ascoltaci»: prima cerca un posto, poi chiede. Per chiedere a qualcuno di pregare con te, l'Ave Maria, che è la formula dell'intercessione e non della richiesta diretta. Per il pericolo fisico, l'Anima di Cristo. Per la protezione senza oggetto, quando non sai nemmeno da cosa, il Trisagio: dodici parole, e chiede pietà al plurale.

Cosa dire, in pratica

Nomina chi, non da cosa. È il tratto delle formule di protezione della tradizione — Sotto la tua protezione, l'Angelo di Dio, il Trisagio — e non è una lacuna: nessuna di esse descrive la minaccia, e per questo valgono per la minaccia che hai adesso. Una preghiera costruita su un pericolo specifico serve una volta. Funziona meglio corta e per una persona alla volta. È la preghiera tipica di chi è lontano — un figlio che parte, qualcuno che guida di notte, una persona in un posto dove non puoi essere — e si dice mentre si fa qualcos'altro. L'Angelo di Dio si volge al lui o al lei senza sforzo, e in Italia la sanno a memoria anche molti che non pregano da vent'anni: è utile che sia così, perché si può dire con la luce spenta.

Una cosa da non fare

Non cercarci un potere. Su questa intenzione si affaccia un mercato intero — amuleti, preghiere «contro il malocchio», formule per annullare un influsso, gente che si fa pagare per togliere una fattura — e non c'entra nulla con i testi di questo archivio. La Chiesa cattolica distingue nettamente fra chiedere custodia, che è quello che fanno queste formule, e le pratiche che promettono di agire su qualcuno. La differenza operativa è chi decide: una preghiera chiede e affida, una formula che promette un effetto mette chi la dice al posto di comando. Se qualcuno ti sta vendendo la seconda, ti sta vendendo qualcosa — spesso a chi è già spaventato, che è la parte peggiore.

Come la dicono le diverse tradizioni

Cristianesimo — Cattolico

L'angelo custode, e san Michele arcangelo per una protezione che la devozione popolare sente più combattiva.

Cristianesimo — Copto / Etiope

L'intercessione dei martiri, che nella Chiesa copta non è memoria storica ma presenza viva e quotidiana.

Shintoismo

La logica dell'omamori, l'amuleto del santuario: una protezione che si porta addosso e si rinnova ogni anno.

Islam

Il duʿāʾ che invoca al-Ḥafīẓ, il Custode, e affida la persona alla Sua protezione.

Sikhismo

L'affidamento a Waheguru e la richiesta di chardi kala: lo spirito alto anche nella difficoltà.

Domande

Qual è la preghiera di protezione più usata in Italia?
L'Angelo di Dio, quasi certamente: è la prima che si insegna ai bambini e l'unica che una gran parte degli adulti ricorda intera. Si dice la sera, e si dice per i figli quando dormono, cambiando i pronomi.
Si può pregare per la protezione di qualcuno senza dirglielo?
Sì, ed è il caso più comune. Nessuna di queste formule richiede il consenso o la presenza della persona per cui si prega.
Esistono preghiere contro il male, il malocchio o le fatture?
Qui non ne troverai, e non per pudore: la Chiesa cattolica distingue con precisione fra la richiesta di custodia — che è quello che fanno questi testi — e le pratiche che promettono di agire su qualcuno o di annullare un influsso. Le seconde non appartengono a questa tradizione, e chi le vende sta vendendo qualcosa.
È un amuleto?
No, e non lo vendiamo come tale. È un testo di preghiera. Non protegge da nulla in senso materiale, non porta fortuna e non allontana sfortuna: chi vende quello vende un'altra cosa, e la vende male.
Protegge dal malocchio?
No. Non facciamo scongiuri, rituali di rimozione né niente che assomigli alla magia. Se cerchi quello, questo non è il posto giusto.
Posso farla per una persona che non lo sa?
Sì, ed è frequente. La preghiera resta tua: la ricevi tu, e decidi se dirglielo o no.

Nessuna di queste dice la tua situazione? Un nome, una data, una circostanza che non entra in nessuna formula: in quel caso possiamo scriverne una su misura, nelle forme della tua tradizione. A pregarla sei tu.

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