Ave Maria
Ave, o Maria
✝️ Cristianesimo — Cattolico
Scheda a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Quando si dice
È la preghiera dell'intercessione: non si chiede a Maria di fare, si chiede di pregare insieme. Per questo torna così spesso accanto al letto di un malato e nell'ora della morte, che è l'unica cosa che il testo nomina esplicitamente.
Com'è fatta
Due metà di natura diversa, e conviene sapere quale si sta dicendo. La prima è interamente Vangelo: il saluto dell'angelo (Luca 1, 28) cucito con quello di Elisabetta (Luca 1, 42). Il nome «Gesù» sta esattamente sulla cucitura, e nel Vangelo non c'è: è stato aggiunto dopo, a chiudere la citazione con il nome di chi la rende vera. La seconda metà è della Chiesa, non della Scrittura, ed è l'unica parte che chiede qualcosa. Chiede una cosa sola, e non è quella che si crede: non che Maria faccia, ma che preghi. Il verbo è «prega per noi». Il testo nomina due soli momenti, e sono l'adesso e l'ora della morte. Niente in mezzo. È la ragione per cui questa preghiera finisce accanto ai letti d'ospedale più di qualunque altra: è già scritta per quel momento.
Da dove viene
Composta dal saluto dell'angelo e da quello di Elisabetta nel Vangelo di Luca, con l'invocazione finale fissata nel XVI secolo.
I due saluti evangelici circolavano come formula devozionale in Occidente dall'XI secolo, usati come versetto a sé. L'aggiunta del nome di Gesù in fondo alla parte biblica è tradizionalmente ricondotta a Urbano IV, nel XIII secolo: è un'attribuzione ripetuta da secoli e non documentata con certezza. La seconda metà — «Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori» — compare in forme diverse fra Trecento e Quattrocento e si fissa nella forma che diciamo con il Breviario Romano di Pio V, nel 1568. Ne segue una cosa curiosa: come testo unico l'Ave Maria ha circa quattrocentocinquant'anni, mentre la sua prima metà è antica quanto il Vangelo di Luca.
Le versioni che circolano
«Il frutto del tuo seno» o «del tuo grembo»: la seconda forma compare in versioni più recenti e in alcuni canti. Il senso non cambia, il registro sì. Nel rosario si dice dieci volte di seguito, e in alcune tradizioni si interrompe dopo «Gesù» per aggiungere una frase sul mistero che si sta contemplando — è l'Ave Maria clausulata, una pratica antica che oggi si sente raramente. Prima di Pio V circolavano forme più brevi, con la sola parte biblica e senza alcuna richiesta. Le Chiese orientali hanno un theotokíon affine ma diverso, che non è una traduzione di questo testo.
Momenti in cui si prega
Quando si dice questa
È fra le preghiere che consigliamo in queste situazioni, dove trovi anche gli altri testi che valgono nello stesso momento.
Domande
- Pregare Maria non è adorarla?
- Il testo stesso risponde: non chiede a Maria di salvare, guarire o concedere, chiede che preghi. È la stessa cosa che si chiede a una persona viva quando le si dice «pensami domani». La distinzione fra il culto dovuto a Dio e la richiesta di intercessione a un santo è antica e la teologia cattolica la tiene ferma; se ti mette a disagio comunque, è un disagio legittimo e condiviso da altre confessioni cristiane.
- Perché nel rosario si ripete tante volte?
- Perché la ripetizione non serve a informare Dio, serve a fare un ritmo. Dieci Ave Maria dette di fila diventano un tempo dentro cui la mente si posa su qualcos'altro — nel rosario, sul mistero che si contempla. Chi la dice una volta sola non sta facendo una versione ridotta: sta facendo un'altra cosa.
- Si può dire per una persona che non crede?
- Sì. Pregare per qualcuno non richiede il suo permesso né la sua fede, e questa preghiera in particolare non chiede nulla che riguardi le convinzioni di chi la riceve: chiede compagnia in due momenti, adesso e alla fine.
Da leggere accanto
- Salve ReginaAntifona mariana dell'XI secolo, tradizionalmente cantata a compieta.
- Angelo di DioInvocazione all'angelo custode, diffusa in Italia dal XV secolo.
- L'eterno riposoAntifona della liturgia dei defunti, di uso antichissimo nel rito romano.
- Anima di CristoPreghiera del XIV secolo, diffusa da sant'Ignazio di Loyola che la pose in apertura degli Esercizi spirituali.
Se questa preghiera dice quello che volevi dire, l'archivio ti basta — ed è gratuito. Se invece la tua situazione ha un nome e una data che nessuna formula può contenere, possiamo scriverne una nelle forme della tua tradizione.