Fonti e verifiche
Come entra un testo in questo archivio, e perché 24 sono ancora fuori.
Le due regole
Non si trascrive a memoria. Ogni testo entra con l'indicazione della fonte da cui è stato copiato — un messale, un libro liturgico, un siddur, un'edizione con imprimatur — e nasce con lo stato «da rivedere». Passa a «verificata» solo quando è stato confrontato con quella fonte. Le preghiere che tutti sanno a memoria sono le più pericolose: la memoria le accorcia, le moderna, e le versioni che circolano online sono spesso copie di copie di un errore.
Niente parafrasi. Se il testo esatto non è disponibile, o se i diritti sulla traduzione non sono chiari, la voce resta fuori dal sito. Non si «avvicina» una preghiera: un testo riscritto con parole simili non è più quel testo, e pubblicarlo con il suo nome sarebbe un'attribuzione falsa.
Come funziona il filtro, in pratica
Non è una promessa: è una riga di codice. L'unica funzione con cui il sito legge l'archivio scarta tutto ciò che non è verificato e tutto ciò che ha il testo vuoto, e nessuna pagina può aggirarla. Una voce non controllata non ha un indirizzo pubblico, non compare negli elenchi, non entra nella sitemap: non esiste. Al momento vengono servite 13 preghiere, e 24 aspettano ancora.
Perché mancano proprio i testi più cercati
Le traduzioni sotto diritto. I testi biblici nella versione CEI — cioè quella che in Italia si sente in chiesa — sono coperti dal diritto d'autore. Vale per il Salmo 23, per il De profundis, per i testi della Liturgia delle Ore. Servono una traduzione di pubblico dominio o una licenza, e nessuna delle due si trova in un pomeriggio.
Le tradizioni che non sono mia. Per la Fātiḥa, lo Shema, il Gayatri Mantra o il Mul Mantar servono una traslitterazione e una traduzione controllate da una persona di quella tradizione. Ci sono anche convenzioni da rispettare che non sono facoltative: il testo coranico in italiano si pubblica come «traduzione del significato», mai come «il Corano in italiano». Finché non c'è chi controlla, la voce resta fuori.
In preparazione
24 testi sono in lavorazione e compariranno quando avranno superato il controllo descritto sopra. Per tradizione:
- Ebraismo: Salmo 23 — Il Signore è il mio pastore, Salmo 130 — Dal profondo a te grido, Shemà Israel, Mi Sheberach — preghiera per il malato, Modeh Ani
- Islam: Al-Fātiḥa — l'Aprente, Duʿāʾ per il malato, Āyat al-Kursī
- Buddhismo: Mettā — l'augurio di benevolenza, Dedica dei meriti, I Tre Rifugi
- Cristianesimo — Cattolico: Credo, Credo in un solo Dio, Preghiera a San Michele Arcangelo, Preghiera a San Benedetto, Preghiera al Sacro Cuore di Gesù, Atti di fede, speranza e carità, Vieni, o Spirito Creatore, Preghiera a Santa Rita da Cascia, Preghiera a Sant'Antonio di Padova
- Cristianesimo — Ortodosso: Preghiera di sant'Efrem il Siro
- Induismo: Gāyatrī Mantra
- Sikhismo: Mūl Mantar
- Jainismo: Navkār Mantra
Per la maggior parte il motivo è uno dei due descritti qui sopra: una traduzione italiana sotto diritto d'autore, o un testo che va controllato da chi lo prega davvero. Non c'è una data: escono quando sono pronti.
Dove l'intelligenza artificiale entra, e dove no
Nell'archivio non entra. I testi sono della tradizione e le schede che li accompagnano le scrive una persona. Entra invece nei testi su misura, quelli che si acquistano quando nessuna formula esistente dice la propria situazione: li compone un modello linguistico e li legge una voce sintetica, e sta scritto sul bottone prima del pagamento. La differenza non è un dettaglio di trasparenza: una preghiera generata e presentata come antica sarebbe una bugia su una cosa che per chi legge conta molto.
Domande
- Perché mancano il Salmo 23 e altri testi biblici?
- Perché la traduzione italiana più diffusa — quella della CEI — è coperta dal diritto d'autore, e ripubblicarla qui sarebbe una violazione. Non è una difficoltà tecnica: è che per pubblicare un salmo in italiano serve una traduzione di pubblico dominio o una licenza, e finché non c'è la voce resta fuori. Una parafrasi «che dice la stessa cosa» non è un'opzione: un salmo riscritto non è più quel salmo.
- Perché le preghiere non cristiane sono così poche?
- Perché per pubblicarle servono una traslitterazione e una traduzione controllate da qualcuno di quella tradizione, e io non lo sono di nessuna tranne una. Sbagliare la traslitterazione di un mantra o citare il Corano a memoria non è un refuso: è una mancanza di rispetto verso chi quel testo lo prega ogni giorno. Preferisco un archivio più piccolo e onesto a uno grande e approssimativo.
- Chi controlla i testi prima che vengano pubblicati?
- Ogni voce entra nell'archivio con lo stato «da rivedere» e non viene servita a nessuno: la funzione che legge l'archivio filtra tutto ciò che non è verificato, quindi una voce non controllata non ha nemmeno un indirizzo pubblico. Passa a «verificata» solo dopo il confronto con la fonte indicata nella scheda — e, per le tradizioni non cristiane, solo dopo il controllo di una persona di quella tradizione.
- I testi dell'archivio sono scritti da un'intelligenza artificiale?
- No, e non lo saranno. I testi sono quelli della tradizione, copiati da una fonte controllata. Le schede che li accompagnano — origine, quando si dice — le scrivo io. L'intelligenza artificiale compone soltanto i testi su misura, quelli che si acquistano, e in quel caso è dichiarato sul bottone prima del pagamento e sulla preghiera stessa.
- Ho trovato un errore in un testo. Come lo segnalo?
- Scrivendo a info@altuodiocipensoio.com con lo slug della pagina e, se puoi, la fonte corretta. Le correzioni sui testi hanno la precedenza su qualunque altra cosa: un versetto storpiato fa danno a chi si è fidato, e resta online finché qualcuno non me lo dice.
Se appartieni a una di queste tradizioni e vuoi controllare un testo, la tua lettura vale più di qualunque verifica che possa fare io.