Dopo un tradimento. Dopo un licenziamento ingiusto. Anni dopo un abuso. O quando ti accorgi che quella persona occupa ancora troppo spazio nella tua testa.
Perché è difficile
Qui l'ostacolo non è trovare le parole: è che pregare per chi ci ha ferito sembra dargli ragione, o assolverlo. Non lo è — nessuna tradizione seria chiede di dichiarare non grave ciò che è grave — ma la sensazione resta, e va nominata invece di far finta che non ci sia. Le preghiere che funzionano qui non chiedono di perdonare adesso: chiedono di essere liberati dal peso, che è una richiesta molto più onesta e alla portata.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Prima di tutto: pregare per chi ti ha fatto del male non ti obbliga a perdonare, non ti obbliga a riavvicinarti e non ti obbliga a dire che non è stato grave. Chi ti presenta questa preghiera come il primo passo verso una riconciliazione ti sta chiedendo qualcosa che non è nel testo.
Il modo che funziona è il più freddo: nominare la persona, nominare la cosa, e chiedere di essere liberato dal peso di volerle male. La richiesta è per te. Non è egoismo, è la sola richiesta che si possa fare onestamente in questa posizione — l'astio è una cosa che si porta, e chiedere di posarla è diverso dal dire che non c'era motivo.
Va detta corta e ripetuta a distanza di settimane. È una preghiera che si misura in mesi.
Una cosa da non fare
Non chiedere che gliela facciano pagare. Sembra ovvio e non lo è, perché la richiesta si traveste bene: che venga smascherato, che capisca cosa ha fatto, che provi quello che ho provato io, che la giustizia sia fatta. Una preghiera costruita su questo tiene accesa la cosa che dice di voler spegnere, e chi la dice per anni lo sa.
E non forzare i tempi. Se oggi l'unica cosa vera che riesci a dire è che non ci riesci, quella è la preghiera di oggi ed è già molta. Dire di aver perdonato quando non è vero non serve a nessuno e rende la cosa più difficile da sbrogliare, perché ci aggiunge una recita.
Domande
Devo perdonare?
No, e nessuno può ordinartelo. Puoi chiedere di riuscirci un giorno, o solo di smettere di starci male. Sono intenzioni legittime e il testo le seguirà senza spingerti dove non vuoi andare.
E se quello che ha fatto è grave davvero?
Allora resta grave. Una preghiera non minimizza e non riconcilia con nessuno: se hai subito un reato la risposta è la giustizia, e questo semmai è ciò che ti tiene compagnia nel frattempo.
Le formule della tradizione valgono per tutti, e per questo non nominano nessuno. Se ti serve un testo con il suo nome dentro, possiamo scriverlo.