Il giorno stesso. La notte che segue, in cui non si dorme. La settimana in cui bisogna dirlo agli altri e non si sa come.
Perché è difficile
Il giorno della diagnosi non si riesce a pensare: si è dentro uno stordimento in cui le informazioni non entrano e le parole non si trovano. È il momento peggiore per mettersi a comporre qualcosa, e quello in cui serve di più avere già un testo davanti. Per questo qui contano più le formule brevissime che le preghiere articolate — non c'è la lucidità per reggerne una lunga.
Il giorno della diagnosi è diverso da tutti i giorni che vengono dopo, e va trattato come tale. Non si capisce niente, non si ricorda metà di quello che ha detto il medico, e la testa fa una cosa sola: cerca su internet. Non è il momento delle preghiere lunghe né delle decisioni.
Quel giorno serve una formula corta che non chieda di capire: Sotto la tua protezione è fatta per questo — comincia cercando un posto e non nomina nessun pericolo, quindi va bene per un pericolo che non hai ancora nemmeno un nome per descrivere.
Nei giorni dopo, invece, la preghiera utile è quella sulle cose piccole e datate: la seconda opinione, la telefonata da fare, il coraggio di chiedere al medico la cosa che non hai osato chiedere.
Una cosa da non fare
Non cercare un perché. È quello che fa la testa nelle prime settimane — perché a me, perché adesso, che cosa significa — e una preghiera costruita su quella domanda porta in un solo posto, che è la colpa: qualcosa che hai fatto, o che non hai fatto, o che dovevi capire. Una diagnosi non è un messaggio e non è un castigo.
E non decidere niente in preghiera nei primi giorni. Le scelte importanti — un intervento, un centro, una terapia — vanno prese con dei medici e con qualcuno accanto, quando la testa è tornata. La preghiera in quei giorni serve a reggere l'attesa, non a sostituire un consulto.
Domande
È per me o per chi è malato?
Per entrambi: puoi scriverla in prima persona se la diagnosi è tua, o per un'altra persona. Indicalo nell'intenzione e cambia il registro del testo.
Le formule della tradizione valgono per tutti, e per questo non nominano nessuno. Se ti serve un testo con il suo nome dentro, possiamo scriverlo.