Una preghiera per chi ha un tumore

Per la malattia che, più di ogni altra, si combatte a tempo indeterminato.

Pagina a cura di Salvatore Campagnese. I testi della tradizione sono trascritti da fonti indicate: come le verifichiamo.

Quando si cerca

Il giorno della diagnosi. L'inizio della chemioterapia. Il controllo a sei mesi. La settimana in cui si aspetta un referto e nessuno in casa parla d'altro.

Perché è difficile

Un tumore non ha il decorso netto delle altre malattie: ha esami, attese, remissioni, ricadute, e ogni tappa riapre tutto da capo. Chi prega si trova a farlo per mesi o anni, e le formule si consumano — dopo la ventesima volta le stesse parole non dicono più niente. È la ragione per cui in questa malattia funziona meglio un testo nuovo a ogni passaggio che una preghiera sola ripetuta.

Le preghiere della tradizione che valgono qui

Anima di Cristo

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue piaghe nascondimi. Non permettere che io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell'ora della mia morte chiamami. E comandami di venire a te, perché con i tuoi santi ti lodi nei secoli dei secoli. Amen.

Origine e uso di «Anima di Cristo»

Tutte le preghiere per un malato

Cosa dire, in pratica

Questa malattia ha un vocabolario tutto suo e chi ci sta dentro lo impara in fretta: i cicli, i marcatori, i controlli, la parola «stabile» che diventa una buona notizia. La preghiera funziona meglio se sta dentro quel vocabolario invece di parlare di «guarigione» in astratto — la settimana della terapia, la TAC di lunedì, i giorni tre e quattro dopo la chemio che sono sempre i peggiori. Prega per il tempo fra un esame e l'altro. È la parte di cui nessuno parla e la più lunga: settimane in cui non succede niente e si aspetta un numero. Una riga breve e ripetuta serve lì più che nel giorno del referto. E prega perché il dolore sia gestito, che è una cosa concreta, ottenibile e spesso mal fatta.

Una cosa da non fare

Non chiedere che «combatta». Il linguaggio della battaglia è dappertutto in questa malattia e fa un danno preciso: se guarire è vincere, non guarire diventa perdere, e chi muore diventa qualcuno che non ha lottato abbastanza. È una crudeltà che nessuno intende e che arriva comunque. Nessun testo dell'archivio parla di lotta: chiedono riparo, pietà, luce. E non promettere niente pregando, nemmeno a te stesso. La preghiera non sposta un istogramma, non cambia una stadiazione, e presentarla come una possibilità terapeutica in più — anche solo pensandolo — mette su chi è malato la responsabilità di un esito. Se una preghiera serve a qualcosa qui, serve a non stare soli nelle settimane di attesa.

Domande

Posso averne una nuova a ogni ciclo di terapia?
Sì, ed è il caso in cui ha più senso. La novena copre nove giorni, il trigesimo trenta, e arrivano da sole. Chi è dentro una terapia non ha testa per ricordarsi di chiedere.
Si può pregare per guarire?
Si può chiedere, come si è sempre fatto. Nessuna preghiera cura un tumore e chiunque lo lasci intendere ti sta ingannando: la terapia la fanno gli oncologi.

Le formule della tradizione valgono per tutti, e per questo non nominano nessuno. Se ti serve un testo con il suo nome dentro, possiamo scriverlo.

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